-
-
COME NASCE FILMDOC
Abbiamo documentato tutte le fasi di lavorazione: dall'impaginazione al ritocco di immagini, dalle correzioni delle bozze alla pubblicazione on line, dalla stampa al confezionamento.
Guarda il video
-
SCEGLI IL TUO ARGOMENTO DOC
- FILM IN LINGUA ORIGINALE
-
SPAZIO CRITICO
IN COLLABORAZIONE COL GRUPPO LIGURE CRITICI CINEMATOGRAFICI
"Take Shelter", di Jeff Nichols
I LaForche sembrano una normalissima famiglia della provincia americana (siamo in Ohio) impegnata come milioni di altre a inventarsi una vita accettabile nel pieno dell'imperversare della crisi economica che sta attanagliando il mondo.
(di Furio Fossati)
[ Leggi tutto ]
Sezione: Recensioni di Aldo Viganò
“Opera senza autore” di Florian Henckel von Donnersmarck
di Aldo Viganò.
Un film sulla storia della Germania, raccontato dal punto di vista dell’evoluzione artistica e messo in scena con il tono di un melodramma dalla struttura narrativa di un serial televisivo.
“BLACKkKLANSMAN” di Spike Lee
di Aldo Viganò.
Quando era giovane e negli anni Ottanta girava film come “Lola Darling” o “Fa la cosa giusta”, lo chiamavano “il Woody Allen nero” per la sua predilezione agli inserti musicali e per quella tendenza a sacrificare coerenza narrativa e costruzione dei personaggi
“Una storia senza nome” di Roberto Andò
di Aldo Viganò.
La prima parte del sesto lungometraggio firmato come regista dall’intellettuale siciliano Roberto Andò (Palermo, 1959) è interessante, aprendo un discorso in chiave thriller sul tema del doppio e ambientandolo nel mondo del cinema, dove nessuno è mai solamente quello che appare.
“Un affare di famiglia” di Hirokazu Kore’eda
di Aldo Viganò.
Il quasi unanime plauso con cui è stata accolta l’uscita sugli schermi italiani di Un affare di famiglia (vincitore della Palma d’oro all’ultimo festival di Cannes) mette in un certo imbarazzo chi come me si è profondamente annoiato alla sua visione.
“Don’t Worry” di Gus Van Sant
di Aldo Viganò.
Era stato Robin Williams a proporre a Gus Van Sant di mettere in scena la biografia di John Callahan (1951-2010): il celebre disegnatore umoristico “politically incorrect”, alcolista incallito, immobilizzato su una carrozzella da quando aveva 21 anni a causa di un incidente automobilistico.
“Unsane” di Steven Soderbergh
di Aldo Viganò.
L’uscita quasi contemporanea di “La truffa di Logan” e di “Unsane” testimonia ancora una volta la natura schizofrenica, mai riappacificata, del cinema di Steven Soderbergh (Atlanta, 1963): regista di più di trenta film, di cui molti è stato anche produttore, sceneggiatore, montatore e direttore della fotografia.
“Il sacrificio del cervo sacro” di Yorgos Lanthimos
di Aldo Viganò.
Sbarcato negli Stati Uniti con il precedente “The Lobster”, il greco Yorgos Lanthimos (Atene, 1973) ribadisce la sua predilezione per un cinema algido e intellettuale, che poco concede all’azione o alla definizione dei motivi che spingono i personaggi ad assumere i loro comportamenti.
“Thelma” di Joachim Trier
di Aldo Viganò.
Regista norvegese di formazione, ma danese di nascita (Copenaghen, 1974), Joachim Trier ritorna con Thelma ai temi a lui sempre cari della educazione famigliare e dei suoi effetti, sovente deleteri, sulla psiche dei soggetti più deboli