“Wish”, una parabola per il centenario

di Lina Franzone.

“Un sogno è un desiderio che dà felicità” diceva la canzone di Cenerentola. E per i film Disney, i sogni continuano a essere desideri, solo che da qualche tempo sembrano non dare più felicità. Realizzato per celebrare il centenario dell’azienda, “Wish” prende di petto un punto centrale dell’ideologia disneyana: quel coltivare i propri sogni che di volta in volta può essere interpretato come spinta continua al cambiamento sociale, “sogno americano”, fondamento di una cultura capitalista fondata sulla frustrazione dell’individuo (come sosteneva Robert Warshow).

In questo caso c’è la solita ragazzina decisa a diventare assistente del Re Magnifico, che raccoglie nella propria reggia i sogni dei suoi sudditi. Appena lo incontra, scopre però che il Re è in realtà un despota vanesio, deciso a requisire i sogni di tutti per gestire il suo potere. Toccherà perciò a lei cercare di rovesciare quella dittatura che dura da troppo tempo.

La questione può naturalmente essere interpretata in tante maniere, compresa quella che punta dritta all’inconscio. Ma ci vuol poco per intuire che quel regno dispotico può rappresentare la stessa Disney di zio Walt, e che quel conclusivo rovesciare il dittatore dell’immaginario per portare sul trono la Regina affiancata dalla protagonista ribelle assomiglia tanto alla presa di potere di Jennifer Lee – cosceneggiatrice del film – quando ha assunto il comando degli studios, sostituendo John Lasseter.

Il film del centenario Disney punterebbe insomma a qualcosa di più rispetto alla semplice summa di temi e situazioni canoniche delle produzioni della casa, tra fredde citazioni dei  classici del passato. “Wish” metterebbe invece in scena la fine del patriarcato Disney, lo smascheramento della sua vera natura di controllore dei desideri e il rovesciamento dei rapporti di potere di genere avvenuto al suo interno. Peccato che, come altri film recenti della casa, sia visivamente e narrativamente scialbo, con personaggi ridotti a una sola dimensione perché tesi soprattutto ad illustrare una tesi. I sogni restano desideri, ma la felicità latita.

 

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